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ApprofondisciConsigli utili per la prevenzione della Legionella Pneumophila
La Legionella è un batterio gram-negativo esistente in oltre 60 specie e sottospecie riconosciute. Tra di esse ha particolare rilevanza per la sua pericolosità, la Legionella Pneumophila. Prende il nome dalla parola “legionario” in quanto per la prima volta si è potuti risalire ad essa a causa di un evento che vide coinvolti dei legionari americani. Durante un convegno tenutosi a Philadelphia presso un albergo, la presenza di questo batterio nell’acqua stagnante dell’impianto di condizionamento contagiò molti dei partecipanti, dei quali ben 34 su 221 presenti perirono per le complicanze polmonari sopraggiunte a causa del batterio. Il batterio della Legionella Pneumophila vive e prolifica nell’acqua e se ingerito non causa alcun problema al nostro organismo; per tale ragione può accadere che esso sia presente nei nostri ambienti senza che ce ne si possa rendere conto. Diventa oltremodo pericoloso per contro, quando l’acqua viene nebulizzata sotto forma di goccioline molto piccole (aerosol droplets) che possono venire inalate giungendo ai polmoni.
La Legionella vive e si riproduce particolarmente nell’acqua stagnante. Il ciclo di vita si estende in temperature comprese tra 5°C - 70°C e trova ideali condizioni di riproduzione a temperature intermedie tra 20°C - 45°C, al di fuori di tali valori la riproduzione è fortemente rallentata e sopra i 50°C inizia a morire. Resiste a valori di pH compresi tra 5,5 - 8,1. Gli ambienti in cui è probabile trovarne presenza sono serbatoi,vasche di accumulo, raccolta di condensa in cui l’acqua permanga per tempi prolungati immobile o quasi. Parimenti le tubazioni delle abitazioni che restano per lungo tempo senza flussaggio idrico, possono nel tempo vedere crescere il numero di colonie di Legionella a valori di soglia superiori a quanto la legge indica come critici. In ragione di quanto sopra, è consigliabile attuare sempre e scrupolosamente il periodico svuotamento e sanificazione dei contenitori in cui l’acqua permane per tempi superiori alle 2-3 settimane, così come nelle tubazioni di abitazioni che possono restare chiuse per lungo tempo (case vacanza stagionali), nonché sanificare periodicamente le vaschette di raccolta condensa degli impianti di condizionamento. In particolare le tubazioni vecchie, ricche di sedimenti calcarei e biofilm, offrono ambiente ideale all’annidarsi e riprodursi del batterio, rendendo anche assai difficile la sanificazione
Gli impianti di nebulizzazione vengono impiegati principalmente per umidificare o raffrescare. Nel primo caso la nebulizzazione è intermittente ma frequentemente usata, pertanto il sistema non permette una crescita delle colonie batteriche a livelli superiori la soglia critica. In ogni caso periodicamente (semestralmente) è consigliabile attuare una sanificazione delle condotte. Nel secondo caso, per il raffrescamento che prevede un impiego stagionale, è necessario provvedere con la messa in asciutto delle tubazioni durante il periodo invernale di inutilizzo e ad inizio stagione effettuare per scrupolo, la sanificazione della tubazione. In merito ai valori di pericolosità, la disposizioni della normativa indicano che mentre il valore di Unità Formanti Colonie (UFC) si mantiene a valori inferiori a 100 UFC/Litro, non sussistono rischi. Qualora il valore fosse superiore è opportuno prendere provvedimenti che possono variabilmente riguardare l’adozione di un sistema di sanificazione es. lampada UV-C e/o sanificazione chimica (perossido d’idrogeno). Questo vale ovviamente per la tubazione dell’impianto di nebulizzazione, ma ancor più e prima, per la salubrità dell’impianto idrico che alimenta il sistema di nebulizzazione. Pertanto è bene ricordare che se l’alimentazione idrica è salubre e la nebulizzazione continua, non sussistono particolari rischi. Mentre è necessario fare prevenzione e sanificare le tubazioni, quando si effettuano lunghe pause d’impiego. E’ bene considerare che alimentare la nebulizzazione da serbatoio è estremamente delicato e richiede che l’utilizzatore del sistema sanifichi il contenitore frequentemente o lo faccia asciugare completamente per evitare che le colonie batteriche proliferino oltre la soglia indicata
La seconda è più frequente attività di manutenzione è la pulizia degli ugelli nebulizzatori. Una volta svitati dalla linea di nebulizzazione, bisogna procedere al loro lavaggio. Ogni ugello è composto in genere di tre parti: corpo, testa e al suo interno di uno spillo conico con molla antigoccia. Bisognerà quindi scomporre l’ugello nelle tre parti e in seguito immergere solo corpo e testa dell’ugello dentro sostanza anticalcare o aceto bianco per 30-45 minuti, lasciando da parte molla/spillo. Terminato questo tempo procedere al risciacquo con acqua fredda o distillata, quindi asciugare con aria o cottonfioc e infine riassemblare inserendo prima all’interno la molla con il piccolo cono rivolto verso il foro di uscita. Quando possibile, il lavaggio con sistema ad ultrasuoni è forse la soluzione migliore. Un apparecchio per lavaggio ad ultrasuoni di oggetti così piccoli, ha un costo che in genere è compreso tra 50-100 euro

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