Raffrescare bagni e lidi

Il comfort e un aiuto verso la Bolkenstein

Nebulizzazione e Direttiva Bolkenstein

La Direttiva Bolkenstein com’è ormai noto, si prefigge di rendere più agevole la procedura di assegnazione degli spazi demaniali destinati a bagni e lidi, nell’ottica di rendere più accessibile e libero suddetto mercato. Nei criteri di valutazione in fase di scelta di assegnazione sono particolarmente considerati, la libera concorrenza, la tutela dell’investimento, la qualità del servizio offerto alla clientela e la sua completezza. Nell’ottica di offrire un servizio sempre più qualificato, le scelte innovative che mirano a migliorare il comfort dell’utenza e particolarmente agli utenti più fragili come gli anziani ed i bambini, sono particolarmente importanti e possono essere un elemento distintivo. Ecco che utilizzare la nebulizzazione per migliorare la temperatura e quindi la qualità del tempo trascorso nelle strutture da parte di utenti e del personale diventa motivo di successo e distinzione

Cosa comporta realizzare un impianto di nebulizzazione

Nella pratica si tratta di un’operazione non impegnativa. Si deve disporre di uno spazio di circa mezzo metro cubico al coperto, in cui collocare la centralina di nebulizzazione, alla quale si dovrà collegare l’acqua di rete e la rete elettrica. Da questa posizione inizia il percorso di una tubazione del diametro di meno di un centimetro, che porta l’acqua agli ugelli nebulizzatori. Gli ugelli vengono disposti lungo un perimetro e ovunque sia necessario portare raffrescamento. Quando si devono coprire ampi spazi e diffondere in modo uniforme, ottimizzando il senso di raffrescamento, gli ugelli sono posizionati su di ventilatori che diffondono il fresco nello spazio interessato. Vista la dimensione ridotta e la duttibilità della tubazione, disporre un impianto è molto facile e non invasivo e può essere fatto agevolmente nello spazio di poche ore

Benefici del raffrescamento con nebulizzazione

Gli utenti del locale notano con interesse la nebulizzazione, l’intuito dice: “qui si può consumare al fresco”. La nebulizzazione è un sistema già noto nei bar delle città e molti locali pubblici sfruttano il raffrescamento nebulizzato. La conseguenza è un migliore sfruttamento del plateatico e miglior comfort per clienti, particolarmente per bambini ed anziani. Molto importante è il beneficio che ne trae chi lavora, che arriva a sera meno affaticato. E questo, chi applica i criteri della direttiva Bolkenstein lo considera positivamente. Con il cambiamento climatico vi è una certezza: il caldo arriva sempre, talvolta prima nella stagione altre più tardi, ma sempre il picco di calore colpirà nelle future stagioni. Voi siete pronti?

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Ma quanto costa un impianto di raffrescamento nebulizzato?

Il costo può variare ampiamente a seconda dell’estensione delle linee e quantità di ugelli. La spesa può partire da 2.500 euro a salire. Ma ancor prima è utile chiedersi “migliorando la percezione dei nostri clienti, quanto crescerà il lavoro del locale? Quanto lavorare in uno spazio raffrescato sarà migliore?” . Ecco che la convenienza di questo piccolo investimento sarà più chiara ed a favore di una scelta che ripaga sotto molti aspetti, non solo per la Bolkenstein. Questo beneficio viene ripagato ampiamente già dalla prima stagione, crescendo nelle successive. Se si vuole avere un’idea esatta di come dovrebbe essere un impianto per la vostra realtà e quale il suo costo, è sufficiente entrare in contatto con noi e fornendo alcune immagini degli spazi interessati, specificandone le relative dimensioni. Nello spazio di una giornata avrete senza impegno un’idea precisa da valutare. Informarsi non costa!

Quali sono i consumi idrici ed elettrici?

Anche in questo caso la risposta è legata alle dimensioni dell’impianto. Volendo però permettere qualche valutazione di massima, si può dire che lungo un perimetro è necessario disporre di circa un ugello nebulizzatore ogni circa 75-100 cm. Nebulizzando orizzontalmente si raffrescano i 2-3 metri sottostanti. La ventilazione dovuta all’aria distribuirà il fresco sotto la copertura. Quando necessario, nelle coperture più ampie si dispongono gli ugelli anche centralmente, creando una “griglia” che serva con maggiore uniformità, non solo il perimetro. Si consideri ora che in media ciascun ugello nebulizzatore dissipa circa 4,5 l/ora di acqua. Comoscendo la lunghezza della tubazione lungo il perimetro da nebulizzare, si determina il numero degli ugelli ed il relativo consumo idrico. Per completezza però si deve sapere che la nebulizzazione non è continua ma intermittente. Ad esempio sarà attiva/spenta per 20 secondi; ciò vale a dire che il consumo effettivo sarà in realtà la metà di quanto prima calcolato. Il consumo elettrico in genere non supera i 900W/h, quindi un valore realtivamente molto ridotto

Come si usa e quale manutenzione

L’utilizzo del sistema di nebulizzazione è semplice. Ciascun sistema è dotato di elettronica che permette l’impostazione di una intermittenza che alterna lavoro e pausa. Per valutare una impostazione ideale è sufficiente attivare la nebulizzazione, accomodarsi nella zona interessata al raffrescamento e misurare dopo quanti secondi si percepisce la sensazione di fresco; appena si inizia a percepire un eccesso della nebulizzazione si verifica il tempo impiegato e questo sarà il tempo massimo da impostare. Un esempio: se la nebulizzazione è posta a circa 2,7 metri di altezza ed impiega 30 secondi prima di essere percepita come eccessiva, si imposterà il timer per un tempo di 25 secondi di attività ed in seguito un tempo di pausa che permetta di fare evaporare quanto nebulizzato prima di ripetere il ciclo. Potrebbe quindi essere idoneo un tempo di 25" di nebulizzazione e 20" di pausa. Ovviamente il valore può variare tra la sera e la mattina, quindi si potranno avere due parametri differenti. Nelle ore più calde con tempi più lunghi di accensione e pausa corta, la sera viceversa con meno caldo e più umidità, la situazione si inverte ed avremo tempi corti di nebulizzazione e pause più lunghe

In merito alla manutenzione vi è solo da tenere gli ugelli nebulizzatori puliti da incrostazioni di calcare, esattamente come si fa per il diffusore della doccia. Nella pagina dedicata alla pulizia degli ugelli trovate ulteriori istruzioni. La seconda attività necessaria per l’efficienza e la durata del sistema, prevede a fine stagione il cambio dell’olio, la rimozione degli ugelli e lo sfiato del tubo, onde evitare problemi con le possibili ghiacciate invernali. Tutto molto semplice e fattibile in autonomia o con l’ausilio di qualsiasi tecnico

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