Qualità dell'acqua per impianti di nebulizzazione

Consigli pratici per migliorare la qualità dell'acqua per la nebulizzazione

Consigli utili per il giusto funzionamento

La qualità dell'acqua e gli ugelli sono importanti per gli impianti di nebulizzazione, quanto lo sono gli pneumatici per le macchine da corsa. Le nostre città hanno acqua dalle qualità molto variabili. Dalle acque a bassa conducibilità dell'alto Garda, si contrappongono acque estremamente dure della Provincia di Lucca ed in taluni casi estremi, addirittura acqua salmastra in alcuni acquedotti del sud calabro. Ovviamente questo comporta che il residuo fisso dell'acqua sia talvolta eccessivo e causi problemi al vostro impianto di nebulizzazione. E' molto importante che la rete idrica che alimenta il sistema di nebulizzazione sia utilizzata di frequente o lasciata flussare per qualche minuto se inutilizzata da settimane. E' un accorgimento che riduce la presenza eventuale di Legionella Pneumophila nell'aerosol che l'alta pressione produce con la nebulizzazione

I parametri delle analisi dell'acqua potabile

La durezza dell'acqua da noi consigliata, prevede un residuo fisso acqua  non superiore a 15°f (gradi francesi) od una conducibilità comunque non superiore a 150 microsiemens. La durezza dell'acqua è in genere determinata dalla presenza dei sali di calcio e di magnesio in essa disciolti, i quali presenti in quantità eccessiva possono portare a inconvenienti e maggiore frequenza di manutenzione

Come misurare la durezza dell'acqua

Il sistema più semplice è quello di dotarsi di piccoli kit reperibili in commercio, che tramite una soluzione chimica ed un reagente, permettono di valutare in modo approssimativo la durezza dell'acqua della nostra rete. La qualità dell'acqua dipende ovviamente dalle scelte dell'ente erogatore acqua potabile che variabilmente filtra e sanifica in ragione delle esigenze e dello stato della rete distributiva. I parametri d'analisi dell'acqua potabile suggeriti, si possono rilevare con i kit a reagente e delle strisce di Tornasole, le quali colorandosi variabilmente indicheranno il grado di durezza dell'acqua servita dalla rete locale

Qualità dell'acqua per impianti di nebulizzazione

Cosa accade se la qualità dell'acqua è scadente

Nella pratica si noterà una maggiore frequenza di otturazione degli ugelli nebulizzatori, che porta a più frequenti turni di pulizia. Altro aspetto da considerare è che una bassa qualità dell'acqua produce una volta evaporata, una maggiore precipitazione del residuo solido, quindi presenza di pulviscolo sulle superfici. Se si adotta un sistema di addolcimento acqua avremo una riduzione del carbonato di calcio ed un aumento dei fosfati, i quali sono tuttavia meno invasivi e di più facile rimozione. Infine si può avere una maggiore logorio delle parti meccaniche in quanto le incrostazioni che i residui solidi producono, sono nemici della fluidità operativa. Un altro aspetto critico è la presenza di tubazioni in ferro zincato datate, le quali portano facile fioritura di ruggine e intasano ugelli e filtri rapidamente. Per tale ragione è importante curare lo stato dei filtri e delle tubazioni

Acqua di rete, addolcitore o osmosi inversa?

Potremo dire che ciascuna di queste ipotesi può essere utile. Tuttavia può rivelarsi variamente valida a seconda del tipo di ambiente in cui operiamo la nebulizzazione. In ambienti aperti ed areati, come i dehor dei gazebo, ombrelloni, tende, porticati, ma anche stalle e scuderie, si può usare normalmente l'acqua di rete senza grandi problemi. Certo che se la rete idrica locale fornisce acqua particolarmente dura, la manutenzione potrebbe essere più frequente

L'addolcitore è una soluzione molto pratica, di facile implementazione e dai costi accessibili. Migliora la pulizia e l'efficienza del vostro sistema e non produce polverosità fastidiosa. È consigiliabile in spazi interni come le officine meccaniche, le cantine, gli ambienti di produzione in generale, ove la presenza di poco particolato volatile non sia un problema determinante. È in seguito necessario tenere sempre in efficienza il sistema per non tornare ad avere il problema del calcare. Un semplice dosatore di polifosfati è già adatto per le esigenze più semplici

Si arriva a parlare di osmosi inversa quando si deve operare con impianti di umidificazione in spazi professionali, densamente ingombrati da strutture e condotte, ma soprattutto in prossimità di macchinari di precisione ove sia necessaria pulizia e bassa manutenzione. Le industrie grafiche, industrie tessili ma anche le auto-carrozzerie sono ambienti che spesso richiedono la massima qualità dell'acqua. Resta comunque determinante valutare nel complesso i costi di un tale sistema in quanto implica consumi idrici doppi rispetto al sistema non filtrato, e le stesse apparecchiature hanno un costo elevato e richiedono regolarità e cura nella manutenzione

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