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ApprofondisciNebulizzazione e ozono insieme per la sanificazione
Nebulizzazione e sanificazione possono essere attuate singolarmente o contemporaneamente. In questo articolo andremo a fare luce circa il possibile impiego dei sistemi di nebulizzazione in alta pressione, per la sanificazione chimica di volumi e superfici. Inoltre si introdurrà l’argomento della ozonizzazione che può essere attuata con o senza la nebulizzazione
La nebulizzazione in alta pressione come è noto, produce delle molecole estreamente fini che evaporano al contatto con le superifici che vi sono esposte per brevi periodi. E’ dunque possibile miscelare l’acqua di rete con sostanze sanificanti come il perossido di idrogeno o soluzioni a bassa concentrazione di ipoclorito di sodio combinato con altre sostanze battericide per ottenere una discreta azione sanificante “al passaggio” di persone, animali od oggetti dei quali si intenda ridurre la carica batterica. La nebulizzazione estremamente fine e volatile riesce a raggiungere le superfici in tempi brevi per una valida sanificazione ancorché non completa o profonda. E’ fondamenale considerare che i macchinari per disinfezione ambientale si avvalgono talvolta di tecnologie più specifiche, pertanto la disinfezione con la nebulizzazione è da ritenersi una tra le varie soluzioni e può essere impiegata solo in contesti specifici e previa valutazione del modo d’impiego
L’impianto di nebulizzazione per sanificazione si compone di una centralina elettronica di nebulizzazione che serve una linea di alta pressione con ugelli, posizionata su di una struttura fissa che potremmo definire “portale” attraverso il quale avviene il passaggio di persone, animali o oggetti dei quali si intende effettuare la disinfezione. Alla centralina nebulizzatrice possono essere abbinati in ragione del contesto e sua disposizione: un serbatoio di accumulo per il sanificante premiscelato oppure una pompa dosatrice elettromagnetica che ha lo scopo di miscelare nel dosaggio prestabilito, il prodotto sanificante con l’acqua di rete. L’attivazione del sistema può essere gestita con programmazione della centralina o subordinata ad un sensore di movimento che rilevando il passaggio di persone o cose, farà partire la nebulizzazione sanificante. E’ ovviamente cura di chi realizza il sistema completo, assicurarsi che il prodotto miscelato sia compatibile con le prescrizioni di legge e non arrechi effetti indesiderati sulle persone o sui materiali. Per tale ragione è fondamentale considerare l’importanza dei dosaggi e delle concentrazioni onde evitare irritazione alle mucose o macchie sulle superfici trattate In ragione del prodotto che verrà nebulizzato si potranno ottenere differenti livelli di efficacia. Di base è però necessario ricordare che i prodotti utilizzabili siano essi dei Presidi Medico-Chiurgici (PMC) o dei biocidi, devono essere preventivamente valutati dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ed approvati dal Ministero della Salute
E’ utile ricordare che questi termini hanno valore e significati ben distinti e di seguito li ricordiamo:
Sanificazione: è un “complesso di procedimenti e operazioni” di pulizia e/o disinfezione e comprende il mantenimento della buona qualità dell’aria anche con il ricambio d’aria in tutti gli ambienti.
Disinfezione: è un trattamento per abbattere la carica microbica di ambienti, superfici e materiali e va effettuata utilizzando prodotti disinfettanti (biocidi o presidi medico chirurgici) autorizzati dal Ministero della Salute. Questi prodotti devono obbligatoriamente riportare in etichetta il numero di registrazione/autorizzazione.
Igienizzazione dell’ambiente: è l’equivalente di detersione ed ha lo scopo di rendere igienico, ovvero pulire l’ambiente eliminando le sostanze nocive presenti. I prodotti senza l’indicazione dell’autorizzazione del ministero della Salute che riportano in etichetta diciture sull’attività ad es. contro germi e batteri, non sono prodotti con attività disinfettante dimostrata ma sono semplici detergenti per l’ambiente (igienizzanti).
Detersione: consiste nella rimozione e nell’allontanamento dello sporco e dei microrganismi in esso presenti, con conseguente riduzione della carica microbica. La detersione e un intervento obbligatorio prima di disinfezione e sterilizzazione, perché lo sporco è ricco di microrganismi che vi si moltiplicano attivamente ed è in grado di ridurre l’attività dei disinfettanti.
Pulizia: per la pulizia si utilizzano prodotti detergenti/igienizzanti per ambiente – i due termini sono equivalenti - che rimuovono lo sporco mediante azione meccanica o fisica. Sterilizzazione: processo fisico o chimico che porta alla distruzione mirata di ogni forma microbica vivente, sia in forma vegetativa che in forma di spore.
E’ bene considerare che i vari prodotti sanificanti hanno una loro variabile aggressività sulle superfici. Per tale ragione presenteranno differente usura sulle parti della centralina nebulizzatrice che vengono a contatto col prodotto, richiedendo una cura e manutenzione costanti. A titolo d’esempio le soluzioni a base di ipoclorito di sodio (candeggina) producono un effetto di aggressione al carbonio contenuto nei metalli ed ai polimeri presenti nelle guarnizioni. Questo può portare ad infiorescenza di ruggine e consumo precoce delle tenute del corpo pompante che andranno periodicamente controllate e sostituite. I prodotti idonei ad essere nebulizzati dovranno essere completamente idrosolubili, con pH basico o neutro, non oleosi o alcolici. In tal modo si prevengono usura e effetti sgraditi e nocivi su persone e oggetti esposti alla nebulizzazione

Ove necessario sanificare un ambiente e non semplicemente persone ed oggetti “al passaggio” sotto la nebulizzazione, è possibile ricorrere a sistemi combinati che impiegano i ventilatori nebulizzatori per diffondere nell’aria l’effetto sanificante biocida. Tale effetto può essere prodotto tramite la fotocatàlisi o l’ozonizzazione del volume interessato. Ovviamente è anche possibile attuare la sanificazione in assenza di nebulizzazione con apposite apparecchiature. Il sistema può essere combinato quando negli ambienti è necessario umidificare ed al contempo sanificare. Esempi pratici possono essere le tipografie industriali o le cantine di affinamento vini in botte e barriques. In entrambi questi casi vi è la necessità di mantenere controllata l’umidità relativa ed al contempo di esercitare la sanificazione periodica degli ambienti. Questo vale sia per le implicazioni causate dalla presenza del virus Covid-19 tristemente noto, quanto per la prevenzione contro muffe, acari, pollini e batteri più in generale. L’ozono è di fatto un presidio riconosciuto dal Ministero della Sanità, quale un efficacissimo battericida e virucida, quando impiegato nelle modalità corrette. La fotocatàlisi è altresì una soluzione efficace seppure di minore spettro di efficacia. Essa permette tramite la produzione di molecole volatili di biossido di titanio, una valida azione di abbattimento di odori,batteri e metalli pesanti. E’ importante ricordare che in nessun modo l’ozonizzazione può essere attuata in presenza di persone o essere viventi, ma solo in ambienti durante le pause in cui non vi è accesso di persone. Per contro la fotocatàlisi può invece avvenire anche con presenza umana senza produrre effetti nocivi. L’aspetto importantissimo di questi due sistemi di sanificazione risiede nel fatto che NON lasciano residui chimici e sono estremamente efficaci se usati in modo appropriato.
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